Tornando alle esperienze che abbiamo raccolto, tramite amici di vecchia data, conoscenti e amici conosciuti anche a Venezia e che ritroviamo ogni anno:
Un'amica e anche sarta della provincia di Cremona che ha partecipato qualche
edizione fa dice che alla fine una cosa è vestirsi e quindi diventare
un personaggio ma dall'altra il vero carnevale è quello di chi
lo sente cucendo i vestiti e mettendoci tutta la passione che
in poche ore a Venezia esplode.
E' sempre tornata entusiasta.
Alcuni amici francesi partecipano al carnevale di Venezia perché si dicono
malinconici, nel senso che è per loro come ritornare indietro
nel tempo e potendo indossare vestiti storici e immaginare di
essere personaggi famosi… ripercorrono la grandeure storica.
In Francia molti castelli antichi fanno delle rappresentazioni
o eventi o cene in costume.
E' difficile che un personaggio storico ecceda anche in mascheramenti
di fantasia… a meno che non siano persone che partano con più
vestiti nei bauli, come spesso capita, uno per il giorno e uno
per la sera.
Si incontra molta gente italiana, dalle varie regioni e che si da appuntamento
ogni anno per l'amicizia che si è stretta e per loro il carnevale
è sia momento di revival storico ma anche assaporare la dislocazione
spazio-tempo.
Ci si accorge di non sapere quando si è ma si sa che si è a Venezia
che è una città che esula dai soliti concetti del tempo e del
luogo… anche perché si vive in maniera diversa, camminandola,
coi propri ritmi e con i propri desideri.
Altri nostri amici preferiscono il carnevale di Venezia perché è a misura d'uomo, perché nelle realtà locali il carnevale si concretizza nella sola sfilata dei carri e dei bambini la domenica prima della quaresima e non riescono sentire lo stesso clima di festa.
Noi, come molti altri, viviamo il carnevale come evento di divertimento…
come espressione della nostra fantasia, portando lo stesso vestito
oppure modificandolo oppure cambiandolo totalmente.
Questo è per proprio gusto, per proprio desiderio di esprimersi.